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Buona estate a tutti!

Pubblicato da il mar 6 ago, 2013 in News | 0 commenti

Cari amici, in questo caldo mese di Agosto nessun articolo su argomenti specifici di carattere tecnico o affini; solo un augurio di una buona estate a tutti coloro che seguono con interesse più o meno intenso le riflessioni che regolarmente da un anno a questa parte pubblico nel mio sito e che spero per qualcuno possano essere fonte di arricchimento o riflessione. Nonostante la crisi  economica in questo periodo la faccia da padrona, nonostante il fatto ormai palese che i finanziamenti dello Stato e degli enti locali non arrivino più con abbondanza come qualche anno fa, anche quest’anno in tutta la nostra amata penisola si può godere di stagioni concertistiche di alto profilo; gli impresari e i direttori artistici sono riusciti ancora una volta nel miracolo di non far mancare una proposta variegata e di valore. Il consiglio che dò a tutti voi che state ora leggendo questo piccolo pensiero e in particola modo ai giovani musicisti è di approfittare dei vostri momenti liberi e delle vostre serate estive per vivere dal vivo le emozioni che solo la musica sa donarci perché come disse il grande Heine “….dove le parole finiscono inizia la musica…”. Buona estate e buone note a tutti voi!

(Adolfo Capitelli, 6 Agosto 2013)

Adolfo Capitelli plays Adolfo Capitelli – GENESI

Pubblicato da il sab 3 ago, 2013 in News, Video | 8 commenti

Adolfo Capitelli esegue “Genesi” presso il Teatro dell’Applauso di Tivoli.

Adolfo Capitelli plays Adolfo Capitelli- RICORDI

Pubblicato da il mer 17 lug, 2013 in News, Video | 14 commenti

Adolfo Capitelli esegue “Ricordi…” in occasione del Primo Festival della Creatività del Nordest organizzato dall’Associazione Mi-Ti Ascolto in collaborazione con la Compagnia dell’Applauso ed il patrocinio della Provincia di Roma.

Riflessioni su “La scuola pianistica chopiniana”

Pubblicato da il lun 1 lug, 2013 in News | 3 commenti

Forse, oggi giorno, uno dei motivi di rammarico più grande in campo pianistico è il non aver a disposizione una metodologia di studio ed esecuzione pianistica del grande compositore polacco. Chopin fu uno dei pochissimi grandi esecutori a non aver lasciato un metodo che tramandasse la sua prassi esecutiva; eppure tutto ciò va in netto contrasto con la sua fervida attività di didatta che fu tra l’altro la sua maggiore fonte di sostentamento economica e che mantenne praticamente inalterata, salute permettendo, per tutto il corso della sua esistenza.

Ma in effetti, a tutto ciò ci sono delle possibili spiegazioni. La prima è che la quasi totalità dei suoi allievi fu di provenienza nobile; motivo per il quale, studiando per diletto e non per servirsene come di una professione, probabilmente se si esibì, lo fece nei rinomati salotti parigini delle grandi personalità per beneficenza o a scopo puramente ludico, senza quella continuità e pubblicità necessaria che creasse una buona cassa di risonanza all’evento. Inoltre pochissimi di questi allievi ebbero o cercarono di avere una carriera musicale per cui nessuno si occupò di insegnare ciò che era stato appreso dal Maestro polacco. Unica eccezione fu G. Mathias, che ricoprì il ruolo di insegnante di pianoforte presso il Conservatorio di Parigi, ma che forse non ebbe la statura artistica necessaria per ricoprire un ruolo così importante. Ci furono anche allievi considerati di certo futuro artistico: tra questi va sicuramente annoverato il pianista transilvano C. Filtsch, che riuscì a commuovere il suo maestro e a far pronunziare parole di elogio allo stesso Liszt (“… quando questo ragazzo crescerà, sarò costretto a chiuder bottega …”), ma purtroppo morì appena quindicenne. L’unico piccolo filo conduttore fu rappresentato dall’allieva Marie Mauté de Fleurville, che scoprì e insegnò a suonare il piano al piccolo Debussy, che tra l’altro riconobbe i meriti della sua insegnante, ma non lasciò a sua volta un’ eredità del suo bagaglio pianistico: fu questo il termine dell’ultima piccola appendice dell’arte chopiniana. Altra spiegazione possibile è data dallo sviluppo naturale che ebbe la forma del concerto pianistico; il concerto si trasferì poco a poco dai salotti, dai vari centri culturali nelle grandi sale da concerto o nei teatri. Qui, era necessario uno stile interpretativo più vicino a quello di Liszt e Thalberg incentrato sulla potenza sonora piuttosto che quello ricercato ed elegante di Chopin che si basava sul contrasto di sfumature sonore infinitesimali. D’altronde lo stesso Chopin non fu mai completamente apprezzato in queste grandi sedi proprio a causa del suo stile sobrio, elegante e garbato che non concedeva quella potenza d’esecuzione a cui si era abituato il pubblico.

Tuttavia, non si può nascondere il fatto che non tutto è andato perduto, dato che Chopin volle che le proprie composizioni manoscritte fossero distribuite ai suoi amici ed anche i fogli di redazione e le bozze ( che lui voleva fossero distrutte) furono conservati. Dunque, oggi sarebbe in parte ancora possibile, con uno studio attento e minuzioso, riesumare alcune delle peculiarità dello stile chopiniano, e sarebbe un gran scoprire; ci si renderebbe conto probabilmente che la maggior parte delle interpretazioni moderne non hanno praticamente nulla o quasi del suo stile e ciò sconvolgerebbe il modo di eseguire le sue fantastiche creazioni.

(Adolfo Capitelli, 1 luglio 2013)

Adolfo Capitelli plays Adolfo Capitelli- LUNATICITA’

Pubblicato da il mer 26 giu, 2013 in News, Video | 13 commenti

Adolfo Capitelli esegue “Lunaticità” in occasione del Primo Festival della Creatività del Nordest organizzato dall’Associazione Mi-Ti Ascolto in collaborazione con la Compagnia dell’Applauso ed il patrocinio della Provincia di Roma.

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