Riflessioni sul mordente chopiniano

Pubblicato il lun 10 set, 2012 in News | 3 commenti

Sarebbe impensabile e a dir poco presuntuoso voler fornire la “verità” assoluta sull’esecuzione del mordente chopiniano, soprattutto nello spazio così ristretto di una trentina di righe. Per cui cercherò solo di mettere in luce la particolarità di questo problema e di fornire qualche riflessione generale.

Il mordente è molto diffuso nell’opera di Chopin e il compositore lo scrisse in tre modi differenti: usando il simbolo tradizionale che tutti studiano nell’apprendistato teorico, con due piccole note poste davanti la nota principale (quasi sempre due semicrome) e infine usando la dicitura tr.

A dispetto di ciò che si potrebbe presupporre le problematiche maggiori sono date dal segno convenzionale. Mentre infatti, le due notine e il segno tr si eseguono rispettivamente in modo non velocissimo e in levare le prime e come un trillo di sole tre note il secondo, il segno di mordente può essere eseguito, a seconda dei casi, o come le due notine o come il trillo. A dimostrazione di quanto detto, possiamo prendere in esame il Notturno op. 32 n. 2 e la Mazurka op. 33 n. 4. Nel primo caso, si può notare come nella parte centrale del brano alle misure 27-28-32 si trovi un mordente indicato con due notine, mentre ve ne sono altri (per esempio alle misure 29-30-33) indicati con simbolo convenzionale. Ora, dal momento che in questa sezione il ritmo non cambia, né vi sono varianti che presuppongano una diversa lettura, il segno va qui interpretato come se fossero le due notine con le quali si apre il 12/8. Nel secondo esempio, invece, abbiamo tutti mordenti con segno convenzionale, segnati ora su delle semiminime, ora su delle crome; affinché lo schema ritmico rimanga integro i soli mordenti posti sulle crome andrebbero eseguiti come se fossero segnate due notine, dunque in levare.

Da questa breve riflessione è bene trarre dunque il seguente suggerimento: in Chopin, più che in ogni altro compositore, le norme che regolano l’esecuzione dei mordenti (ma degli abbellimenti in generale), devono ogni volta essere verificate sul campo e giustificate musicalmente o tecnicamente e per aiutarci in questo arduo compito sarebbe bene consultare le annotazioni che Chopin stesso segnava sulle stampe dei suoi allievi (come per esempio le annotazioni sugli spartiti della signora Dubois, della Stirling  e di altri allievi).

(Adolfo Capitelli, 10 settembre 2012)

3 Commenti

  1. Mi complimento per la tua ricercata spiegazione ma da “semi-profano” ti consiglierei di allegare in qualche modo un video o una partitura affinché possa essere ancora più fruibile…….comunque grazie per aver contribuito ad arricchire la mia cultura musicale.

    • Mio caro amico, basta che tu cerchi la parte delle opere citate e non avrai alcun problema nella comprensione.Purtroppo lo spazio è molto limitato e il mio intento è solo quello di dare piccole nozioni, dei piccoli inviti che, volendo ognuno può poi approfondire per proprio conto o discutere con il sottoscritto. In ogni caso ogni suggerimento è gradito e ti ringrazio per quello fornitomi.Un saluto.

  2. Ciao, Adolfo. Ti ho ascoltato ieri nel bellissimo e raffinato Sensucht, e anche qui ti ringrazio per le emozioni, e quel senso di “straniamento” che mi coglie quando ho la fortuna di ascoltare ottime esecuzioni. Interessante anche questo tuo commento. Da profana, ahimè, non posso che apprezzare senza conoscere.

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